— Comunque, chiedo ugualmente alloggio e lavoro.

— Un tipo dotato come voi del senso dell’umorismo doveva nascere nella Corporazione dei Clown — disse quello.

— Non ci vedo niente di buffo.

— Nuovi regolamenti, promulgati dalla nostra Corporazione nell’ultima riunione, stabiliscono che un Ostello al completo non è obbligato a dare alloggio a nuovi ospiti. E noi siamo al completo. Addio, amico.

Ero esterrefatto. — Non ho mai sentito un regolamento simile! È incredibile! Non posso credere che una Corporazione neghi asilo a uno dei suoi membri, dolorante e sfinito per il lungo cammino. A un uomo della mia età, che arriva a Roum dall’Agupt, forestiero e affamato, dopo aver attraversato il Ponte di Terra…

— Perché non avete pensato a interpellarci prima?

— Non sapevo che fosse necessario.

— Le nuove disposizioni.

— Che la Volontà incenerisca le nuove disposizioni! — gridai. — Chiedo ricovero! Per uno che Vigila da quando voi non eravate ancor nato, esser scacciato…

— Calma, fratello, calma.

— Avrete certamente un cantuccio per farmi dormire, qualche avanzo per sfamarmi…

Da sdegnato, il mio tono si era fatto supplice, ma l’espressione dell’uomo passò solo dall’indifferenza al disprezzo: — Non abbiamo né posto, né cibo. Sono tempi duri, questi, per la nostra Corporazione, lo sapete bene. Si dice che verrà sciolta completamente, come un lusso, un peso inutile sulle risorse della Volontà. Abbiamo possibilità limitate. Roum ha un’eccedenza di Vedette e le nostre razioni sono misere. Se vi accogliamo, dovremo ridurle ulteriormente.

— Ma dove andrò, allora? Cosa farò?

— Vi consiglio — disse l’altro, in tono conciliante — di affidarvi alla misericordia del Principe di Roum.

3

Appena fuori raccontai tutto a Gormon, che si piegò in due dal ridere, tanto che le striature sulle guance magre divennero rosse come il sangue. — La misericordia… del Principe di Roum… ah, ah, ah! — gridò, soffocando. — La misericordia del Principe di Roum!



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