
— E i miei compagni? — dissi.
— Lasciateli. Io non posso viaggiare con i senza Corporazione e non mi va la compagnia di una femmina. Io e voi soltanto, Vedetta, andremo a Jorslem insieme.
Avluela, che era rimasta in disparte, col viso rabbuiato, durante tutto il colloquio, mi lanciò uno sguardo pieno di terrore.
— Non li abbandonerò — dichiarai.
— Allora, andrò a Jorslem da solo — disse il Pellegrino, e dalla sua veste spuntò una mano ossuta, dalle dita lunghe, bianche, decise. Pieno di riverenza, sfiorai la punta di quelle dita e il Pellegrino disse: — Che la Volontà vi usi misericordia, amico Vedetta. Quando verrete a Jorslem, cercate di me.
E si incamminò lungo la strada, senza aggiungere altro.
— Vi sarebbe piaciuto andare con lui, eh? — disse Gormon.
— Ho preso in considerazione la cosa.
— Che potrebbe offrirvi Jorslem, che non possiate trovare qui? Anche questa è una città santa. Qui potrete riposare un poco. Non siete in grado di camminare ancora.
— Forse avete ragione — convenni. E, raccogliendo le mie ultime forze, mi diressi verso la porta di Roum.
Occhi attenti ci osservavano dalle feritoie. Quando fummo sotto l’arco, una grossa Sentinella dalle guance flaccide ci fermò e domandò che cosa andassimo a fare a Roum. Io rivelai il nome della mia Corporazione e le mie intenzioni, e quella fece una smorfia di disgusto.
— Andate altrove, Vedetta! Vogliamo uomini utili, qui.
— La Vigilanza non è inutile — dissi io, calmo.
— Certo, certo. — L’uomo sbirciò Avluela. — E questa, chi è? Non sono scapoli, i membri della vostra Corporazione?
