
— Da dove venite? — domandò attraverso la griglia della maschera.
— Dal sud. Sono vissuto in Agupt per un po’, poi ho attraversato il Ponte di Terra e sono entrato in Talya — risposi.
— Dove siete diretto?
— A Roum. E intendo restarci un poco.
— Come va la Vigilanza?
— Come al solito.
— Avete un luogo dove alloggiare, a Roum? — domandò il Pellegrino.
Io scossi la testa. — Ci affidiamo alla misericordia della Volontà.
— La Volontà non è sempre misericordiosa — disse l’altro, assorto. — E non c’è gran bisogno di Vedette, a Roum. Perché viaggiate con un’Alata?
— Per la compagnia. E perché è giovane e ha bisogno di protezione.
— E l’altro chi è?
— È senza Corporazione: un Diverso.
— Questo lo avevo già capito da solo. Ma perché sta con voi?
— Lui è forte e io son vecchio; perciò viaggiamo insieme. Dove siete diretto, Pellegrino?
— A Jorslem. C’è forse un’altra meta, per uno della mia Corporazione?
Annuii, alzando le spalle.
— Perché non venite a Jorslem con me? — chiese il Pellegrino.
— La mia strada ora volge a nord, e Jorslem è a sud, vicino all’Agupt.
— Siete stato in Agupt e non a Jorslem? — chiese meravigliato.
— Sì. Per me non era ancora giunto il momento di vederla.
— Veniteci ora. Cammineremo insieme, Vedetta. E parleremo del tempo antico e di quello futuro. Io vi assisterò nella Vigilanza, e voi mi assisterete nelle mie comunioni con la Volontà. Siete d’accordo?
La tentazione era forte. Davanti ai miei occhi passò in un lampo la visione di Jorslem, la Dorata, con i suoi edifici sacri e i suoi santuari, il suo luogo di rinnovamento dove i vecchi ringiovaniscono, le sue guglie, i suoi tabernacoli. Benché fossi ligio al dovere, in quel momento desiderai di abbandonare Roum e di seguire il Pellegrino.
